Credito, vanno cambiati i criteri di valutazione

Paolo Cirelli, «Va dato valore al capitale umano»

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Paolo Cirelli, «Va dato valore al capitale umano»

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Ferrara, 3 febbraio 2017

 
Bisogna credere di più nell'artigianato e nel valore che genera. E bisogna farlo oltre le parole, coi fatti e col denaro». E quindi, con l'elargizione di credito. Così Paolo Cirelli, vice segretario generale della Confartigianato, commenta i dati dell'Osservatorio della Camera di Commercio - di cui fa parte -  che per il 2016 parlano di flessione di 324 unità, con la cancellazione di 2mila 224 imprese. Cirelli suffraga la sua considerazione con altri numeri, ossia quelli relativi alla concessione di prestiti alle imprese artigiane: tra giugno 2015 e giugno 2016 (Ufficio Studi Confartigianato Nazionale, su dati Artigiancassa e fonte Banca d'Italia), a Ferrara si è registrato un 'crollo' del 12,5 per cento, che colloca Ferrara, a livello provinciale -  nel periodo osservato -  al 105esimo posto su 110.  In volumi, l'erogazione di credito è passata dai 305 milioni di euro del 2015 ai 267 del 2016, con segno negativo, pari a una diminuzione del 12,5 per cento (contro il 3,5 per cento delle piccole imprese, quelle che hanno da 5 a 20 addetti). «Un tendenza - sintetizza Cirelli - che nella migliore delle ipotesi pare confermata nell'anno in corso». Cirelli pone l'accento su un altro aspetto: ad avere la meglio sono le società finanziare assicurative, che vedono invece aumentare, la disponibilità nei loro confronti, con una implementazione del credito del 12,7 per cento. La lettura della Confartigianato: «Vanno cambiati i criteri di valutazione, che ad oggi, guardando solo ai bilanci, non possono che penalizzare chi vive anni di sofferenza. Così però non si valorizzano idee, competenze, reputazione. Senza considerare - aggiunge Cirelli - che il credito spesso non viene chiesto per investimenti, ma per fronteggiare la mancanza di liquidità che serve, ad esempio, ad anticipare le fatture, a pagare dipendenti e fornitori». A generarsi, è dunque un circolo vizioso che 'blocca' la crescita e alimenta disincentivazione. «E questo - commenta - avviene in un territorio, Ferrara, dove l'artigianato costituisce il 20 per cento dell'intero tessuto produttivo, con annessa occupazione». La chiosa di Cirelli: «Bisogna tornare a credere nel capitale umano. Il metro di valutazione - ripete - non possono essere sempre e solo i bilanci, che parlano di 8 anni di sofferenze. Altrimenti si elimina la prospettiva. Sono le piccole e medie imprese che fanno l'economia reale».   



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