emergenza corona virus - Lettera Aperta agli Associati ed ai collaboratori del sistema Confartigianato di Ferrara

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Lettera Aperta agli Associati ed ai collaboratori del sistema Confartigianato di Ferrara.

Abbiamo negli occhi le immagini impressionanti delle sofferenze che migliaia di persone stanno sopportando all'interno degli Ospedali dove infermieri, tecnici sanitari e medici fanno tutto il possibile ed anche di più. Gli eroi per i quali andiamo tutti fieri e non finiremo mai di ringraziare per ciò che fanno, per quello che rischiano. Così come per tutte le Forze dell'ordine chiamate ad un compito difficile e inconsueto in tempo di pace, e cioè restringere alcune libertà personali dei cittadini.
Abbiamo visto giungere direttamente da Bergamo a Ferrara e a Copparo oggi la colonna dei mezzi militari dei feretri accolti nei centri estensi per la cremazione di persone decedute senza la vicinanza dei propri cari. Immagini incredibili e fino a qualche settimana fa, inimmaginabili, per la nostra civiltà.
Sguardi attoniti, Imprese ferme, incognite tante.
Lontani gli uni gli altri, confinati in casa a seguire ora per ora gli eventi ad interrogarci su cosa fare, nella speranza tutto finisca presto.
Certo non è una guerra, ma la situazione sull'intero sistema sociale ed economico è proprio quella. In pochi giorni la nostra economia mostra connotati dei momenti bui che i nostri nonni hanno vissuto e mai avremmo pensato di vivere in epoca contemporanea. Invece siamo qui a interrogarci che fare.
Sommessamente e rispettosamente, ritengo dobbiamo 'resistere' ora per ripartire appena si potrà.
Resistere per le nostre Imprese, resistere per le nostre Famiglie.
In economia 'resistere' significa fare il possibile con misure straordinarie ed adeguate, ma sopratutto farlo in modo celere perché il tempo, in queste situazioni, è fattore determinate per vincere la sfida e ripartire appena possibile.
In questa prospettiva le misure messe in campo dal D. L. 'Cura Italia' devono essere considerate come primi e parziali interventi a seguito dei quali bisogna intervenire in modo più ampio e significativo perché, dovessero rimanere queste, saranno insufficienti per la ripresa.
Bisogna intervenire con misure compensative e indennizzi per tutte le imprese che hanno visti sfumare ricavi e redditi che mai più verranno recuperati a mercati riaperti, a produzione ripresa. Non sarà sufficiente ripartire, ma bisognerà farlo sostenuti con risorse straordinarie e indennizzi e ristori per ciò che in queste settimane è svanito e mai più tornerà.
Servono risorse importanti e subito disponibili.
Serve subito maggiore Liquidità per tutte le imprese.
Serve la sospensione immediata e generalizzata dei versamenti fiscali e Contibutivi per almeno un anno.
La mancanza di Liquidità può mettere a repentaglio la sopravvivenza delle imprese.
Ecco perché bisogna fare in fretta e molto di più rispetto a ciò che ad oggi possiamo utilizzare.
Un altro aspetto va valutato in modo molto attento. Anche le misure, seppur insufficienti, devono essere fruibili subito ed immediatamente. Spiace riscontrare per esempio negli interventi previsti che per l'attuazione fanno richiamo ad almeno 30 decreti attuativi che dovranno essere emanati. Per esempio non sono immediatamente disponibili ed applicabili le garanzie pubbliche della Cassa Depositi e Prestiti previste per le imprese che non possono accedere al Fondo Centrale; proprio per quelle imprese che ne hanno più bisogno perché le più deboli. Così neppure i 600 euro o i fondi per il reddito di ultima istanza o i fondi per la sanificazione. Non sono oggi disponibili, come non lo sono mascherine e dispositivi per chi lavora.
È necessario fare in fretta e senza incomprensibili lungaggini burocratiche. La politica deve avere il coraggio di assumersi responsabilità di tagliare passaggi che allungano i tempi di intervento. Se necessario si intervenga anche sulle procedure, con commissari ad acta.
Come Confartigianato siamo impegnati sollecitare costantemente il Governo e tutte le forze politiche affinché le imprese e tutto il mondo del lavoro possa ottenere ciò di cui c'è assoluta necessità. Al contempo abbiamo messo a disposizione un nucleo di intervento per le urgenze (sospensione versamenti, ammortizzatori sociali e moratorie sui finanziamenti) che invitiamo tutti a consultare. La cosa che dobbiamo fare ora in questa precisa fase è 'preservare la liquidità' e 'pretendere' che tutti si adegui o alle disposizioni previste dal D. L. 18, banche comprese. Confartigianato farà monitoraggio in tal senso, e se necessario interverrà in ogni sede competente, perché abbiamo bisogno di 'resistere'.
Un ultimo aspetto mi preme sottolineare: non è possibile accettare esistano lavoratori di serie A e quelli di serie B. Mi riferisco al bonus una tantum di 600 euro per i lavoratori autonomi. Certo le imprese non si 'salvano con i 600 euro, e neppure con 1200 o 1500, ma fosse anche solo per una questione di dignità, non è possibile collocare economicamente i lavoratori autonomi addirittura sotto i cittadini che godono del reddito di cittadinanza. Questo strumento messo in campo fra l'altro per le prima volta, mostra, se ce ne fosse bisogno, in modo palese, quanto debba ancora essere condiviso dalla politica il valore espresso da 5 milioni di partite Iva e cioè dal 95% delle imprese italiane. Quelle che rischiano del proprio e che spesso non godono di reti di protezione, neppure quando sopportano eventi come inondazioni, terremoti o appunto virus micidiali.
Confartigianato c'è, e non indietreggera' neppure di fronte alle complessità del momento, perché il sacrificio è parte integrante della nostra storia, delle nostre radici profonde. E si sa le radici profonde non gelano mai.
Sarà dura ma.... Ne sono convinto,
A testa alta ce la faremo!!!!
Paolo Cirelli
Segretario Prov. le Confartigianato Ferrara




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