I Vaucher bastava modificarli

De Rogatis, «Erano consentiti per un massimo du 2mila euro a persona»

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De Rogatis, «Erano consentiti per un massimo du 2mila euro a persona»

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 Ferrara, 22 marzo 2017

«Al netto di tutte le considerazioni ideologiche, la verità è che si è abolito uno strumento che consentiva un minimo di flessibilità per prestazioni di lavoro accessorio, senza combattere né precariato né disoccupazione. Chi era precario lo rimane. Idem per chi era disoccupato. Le aziende? Aumenteranno gli straordinari dei dipendenti, anche perché i voucher erano stati pensati per affrontare le emergenze». Così Giuseppe Vancini, direttore della Confartigianato, sulla polemica di questi giorni sull'abolizione, da parte del Governo, dei voucher, che anche a Ferrara vede fautori e contrari. La Confartigianato parte da un dato: «Erano consentiti per un massimo di 2mila euro l'anno a persona», dettaglia Miriam De Rogatis, responsabile Dipartimento Legislazione del Lavoro. «Non si parla dunque di cifre con cui si entrava a pieno titolo nel mondo del lavoro - commenta Vancini - ma aiutavano. E quel che è sicuro, è che chi ieri col voucher svolgeva una prestazione remunerata, oggi è a casa». Confartigianato bypassa la questione, sollevata dalla Cgil, degli imprenditori che ne abusano. «Le patenti di onestà o disonestà si danno con troppa facilità.  Se la Cgil, cui il Governo ha ceduto,  vuole interpellare i nostri associati che ne usufruivano, saremo ben lieti di favorire un incontro». E' ancora Vancini a rimarcare che se di questo strumento c'è stato un utilizzo massiccio, questo è dovuto anche al fatto che inizialmente era nato per combattere il lavoro nero. «Era previsto per le esigenze delle famiglie e delle piccole attività - ricorda De Rogatis - ,  è stato poi esteso per legge a tutte le tipologie  d'impresa».  Allora, il ragionamento della Confartigianato, si sarebbe dovuto modificare, regolamentare, senza procede all'eliminazione. «Sarebbe stato sufficiente - la sintesi di Vancini - tornare all'impostazione originaria della legge Biagi». Il problema dunque, secondo Confartigianato, non solo «non è stato risolto, ma è stato addirittura aggravato. Tanto più - la chiosa di Vancini - che sul piatto non è stata messa un'alternativa».   




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