Pane fresco e conservato. Non è in discussione la qualità

Il decreto mette trasparenza. E va accolto con soddisfazione

Home / In primo piano / Pane fresco e conservato. Non è in discussione la qualità

Il decreto mette trasparenza. E va accolto con soddisfazione

//


FERRARA, 3 DICEMBRE 2018

«Il fatto che il decreto interministeriale abbia definitivamente regolamentato l’uso delle diciture ‘pane fresco’ e ‘pane conservato’ va nell’ottica della trasparenza. Non della lotta imprenditoriale”. Così la Confartigianato Ferrara, per voce del Responsabile Dipartimento Sindacale, Riccardo Mantovani, prende le distanze dai toni trionfalistici con cui è stato salutato il provvedimento - che entrerà in vigore il prossimo 19 dicembre -   dai commercianti. «In entrambi i casi si parla di prodotti di qualità- puntualizza Mantovani -. Nel primo, realizzati con processi che non prevedono interruzioni finalizzate al congelamento o alla surgelazione. Nel secondo si». Semmai, questo il punto, la puntualizzazione consente ulteriore trasparenza e capacità di scelta del consumatore. Una ambiguità da debellare rimane invece sul fronte dell’ ‘appena sfornato’, molto usato nella grande distribuzione. «Perché è comunque appena sfornato». Mantovani ammonisce dunque  chi demonizza il conservato, che «in ossequio al rispetto della sostenibilità, salubrità, tracciabilità degli ingredienti, ha permesso a molte aziende non solo di crescere, con possibilità occupazionali, ma di portare il Made in Italy e il Made in Fe fuori dai confini». La chiosa: “Accogliamo con piacere tutto ciò che conduce e induce al rigore e alla disciplina. Tutto ciò che aiuta il consumatore ad acquistare con consapevolezza. Ma non ne facciamo una questione di serietà aziendale. Questo sì è ingannevole».

 




Altri eventi in primo piano

Calendario eventi

Informativa estesa sull'uso dei cookies