Sull'accoglienza va superato l'assistenzialismo

Serve un progetto sociale ed economico

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Serve un progetto sociale ed economico

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Ferrara, 5 giugno 2017

«Il tema dell'accoglienza, in questi giorni più che mai attuale, sia per il continuo arrivo di profughi sia per il messaggio lanciato dal nuovo arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Monsignor Gian Carlo Perego, teso a superare le tensioni esistenti, non può essere trattato sempre e solo come costo e ospitalità, dividendo così tra fautori e contrari. Ci impone una riflessione seria e di prospettiva - non di emergenza, perché tale non è più  - su quale tipo di accoglienza possa diventare progetto sociale ed economico. L'inserimento passa infatti anche per l'essere produttivi, per l'avere un ruolo da una parte eliminando la paura dall'altra. E questo soltanto il lavoro lo consente. Come Confartigianato riteniamo sia arrivato il tempo di destinare una quota delle risorse del 'pacchetto' accoglienza all'orientamento e alla formazione professionale di chi arriva in Italia. Non basta offrire a queste persone un luogo in cui stare, bisogna insegnare loro un mestiere, auto imprenditorialità compresa. Perché l'auto imprenditorialità per molti può essere opportunità di realizzazione. E a confermarlo sono i numeri del nostro Ufficio Studi Nazionale. In Italia, le attività artigiane straniere costituiscono il 13,6% di quelle complessive;  in Emilia Romagna il 18,7%; a Ferrara  il 12,5%. Tradotto, da noi, parliamo di 1114 attività artigiane così suddivise: 735 nelle costruzioni, 139 nella manifattura, 128 nei servizi alla persona, 106 nei servizi alle imprese, 5 in 'altro'. L'artigianato potrebbe essere se non la soluzione definitiva al problema integrazione, parte di essa. E in linea con la vocazione italiana e ferrarese. Dando nel frattempo un senso a queste persone, che dopo un percorso di inserimento offerto dalle realtà già attive su questo fronte, possono trovare un affrancamento. Lasciare chi arriva sul nostro territorio lungamente inattivo, è dannoso e demotivante. E alimenta l'insofferenza di una fetta di popolazione che si ribella alla loro presenza e grida al 'bivacco'.  Noi  come Confartigianato ci mettiamo a disposizione delle istituzioni, delle realtà già operative e degli enti di formazione, per costruire percorsi di orientamento e formazione, di cui beneficerebbe il territorio, anche in termini di progressivo recupero di armonia. Solo con una accoglienza che contempli la produttività, superando il puro assistenzialismo, possiamo dare un futuro a loro e a noi».

Giuseppe Vancini,

Segretario Generale Confartigianato 




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