«Basta assistenzialismo, l’accoglienza sia produttiva»

Estense.com, 5 giugno

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Estense.com, 5 giugno

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L'intervento del segretario generale di Confartigianato Ferrara Giuseppe Vancini

L’arrivo del nuovo vescovo Gian Carlo Perego, molto vicino al tema dell’immigrazione, ha forse aperto una nuova discussione sull’accoglienza a Ferrara. E, al di là delle polemiche politiche, un contributo – pacato e serio – arriva per primo da Confartigianato, tramite il suo segretario generale Giuseppe Vancini.

«Il tema dell’accoglienza, in questi giorni più che mai attuale – osserva Vancini in una nota stampa -, sia per il continuo arrivo di profughi sia per il messaggio lanciato dal nuovo arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Monsignor Gian Carlo Perego, teso a superare le tensioni esistenti, non può essere trattato sempre e solo come costo e ospitalità, dividendo così tra fautori e contrari. Ci impone una riflessione seria e di prospettiva – non di emergenza, perché tale non è più – su quale tipo di accoglienza possa diventare progetto sociale ed economico».

«L’inserimento – fa notare Vancini – passa infatti anche per l’essere produttivi, per l’avere un ruolo da una parte eliminando la paura dall’altra. E questo soltanto il lavoro lo consente». Ma non si tratta solo di mettere infila osservazioni, Vancini prova anche ad avanzare delle proposte: «Come Confartigianato riteniamo sia arrivato il tempo di destinare una quota delle risorse del ‘pacchetto’ accoglienza all’orientamento e alla formazione professionale di chi arriva in Italia. Non basta offrire a queste persone un luogo in cui stare, bisogna insegnare loro un mestiere, auto imprenditorialità compresa. Perché l’auto imprenditorialità per molti può essere opportunità di realizzazione. E a confermarlo – afferma ancora il segretario di Confartigianato – sono i numeri del nostro Ufficio Studi Nazionale. In Italia, le attività artigiane straniere costituiscono il 13,6% di quelle complessive; in Emilia Romagna il 18,7%; a Ferrara il 12,5%. Tradotto, da noi, parliamo di 1114 attività artigiane così suddivise: 735 nelle costruzioni, 139 nella manifattura, 128 nei servizi alla persona, 106 nei servizi alle imprese, 5 in ‘altro’. L’artigianato potrebbe essere se non la soluzione definitiva al problema integrazione, parte di essa. E in linea con la vocazione italiana e ferrarese. Dando nel frattempo un senso a queste persone, che dopo un percorso di inserimento offerto dalle realtà già attive su questo fronte, possono trovare un affrancamento. Lasciare chi arriva sul nostro territorio lungamente inattivo, è dannoso e demotivante. E alimenta l’insofferenza di una fetta di popolazione che si ribella alla loro presenza e grida al ‘bivacco’. Noi come Confartigianato – conclude Vancini – ci mettiamo a disposizione delle istituzioni, delle realtà già operative e degli enti di formazione, per costruire percorsi di orientamento e formazione, di cui beneficerebbe il territorio, anche in termini di progressivo recupero di armonia. Solo con una accoglienza che contempli la produttività, superando il puro assistenzialismo, possiamo dare un futuro a loro e a noi».


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