Estense.com, “Si vuole investire calando il credito”, l’intoppo della Industria 4.0

14/10/2017

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14/10/2017

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“Si vuole investire calando il credito”, l’intoppo della Industria 4.0

L'analisi della Confartigianato sugli ultimi dati economici: "Il credito è l'ossigeno che manca alle pmi"

Come si possono attuare progetti di crescita senza la disponibilità finanziaria? Come si possono sostenere investimenti in tecnologie guardando al modello “Industria 4.0” se ogni anno si sottraggono a Ferrara 20 milioni di credito disponibile per questi segmenti?

Le domande, per nulla banali, sono poste dal  vicesegretario della Confartigianato Ferrara, Paolo Cirelli, dopo aver analizzato i dati dell’Osservatorio dell’Economia appena diffusi dalla Camera di Commercio di Ferrara, dai quali emerge un calo del credito a disposizione degli artigiani. Il credito che Cirelli definisce “l’ossigeno che manca”.

“Sempre più spesso, anche a livello locale, analisti economici ed esponenti politici, dispensano ricette di sviluppo territoriale, dando indicazioni su come artigiani e Pmi possano agganciare la crescita, cercare nuovi mercati, fare innovazione, costituire reti – analizza il braccio destro della Confartigianato -. Articolate teorie, presentate in slide, esposte con tale semplicità e linearità che viene spontaneo chiedersi perché poi non vengano attuate con la stessa immediatezza. E perché si disperdano invece nella vastità dei bisogni o nella esigua disponibilità di risorse. La frenesia di dare risposte fa sì che si confondano gli effetti con le cause, gli strumenti con i progetti. Di qui la nostra convinzione che il ruolo della ‘politica’ dovrebbe essere guidare le istituzioni legittimate per legge o per delega ad assumere decisioni e misure concrete”.

Un esempio? “Proprio oggi, con la diffusione dei dati dell’Osservatorio della Camera di Commercio, si parla del ‘credito’, la cui concessione pare migliorata per le medio grandi imprese – sottolinea Cirelli -. Venendo agli artigiani, però, nel 2009 (Dati Centro Studi Confartigianato) potevano contare a Ferrara su una disponibilità di credito di 360 milioni di euro, oggi solo di 248, cioè quasi il 31% in meno. Una enormità”.

“Il credito per artigiani e Pmi è ossigeno – dichiara Cirelli -. Senza non si può gestire la quotidianità, assumere, lavorare per il pubblico che spesso, va detto, paga con ritardi inaccettabili. Per artigiani e Pmi ferraresi, il tema del credito e di linee specifiche di affidamenti dedicati e riservati, è una priorità improcrastinabile. E la politica deve individuarli. Noi siamo convinti che artigiani e Pmi possono dare un contributo determinante allo sviluppo del territorio, che diversamente non crescerà secondo esigenze, aspettative e urgenze da tutti condivise”.


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